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Agnes Duerrschnabel

Agnes confeziona oggetti in ceramica che non vorresti mai rovinare, ma il loro bello è che sono creati apposta per essere utili.

Questa è la storia di una comasca particolare, una che a Como non ci è nata, ma che ha scelto la nostra città come base operativa per creare un mondo magico fatto di ceramica: lei è Agnes Duerrschnabel, designer di Materie Ceramiche e formatrice professionale. Agnes si trasferisce a Como insieme al marito più di trent’anni fa, ma la passione per la ceramica le scorreva nelle vene più o meno da sempre, sin da quando viveva in Germania. Credere nelle proprie passioni comporta sempre tanto studio e tanto sudore, così dopo anni di creazioni amatoriali, la nostra Agnes decide di prendere un diploma allo Staatl Fachschule für Keramikgestaltung Höhr-Grenzhausen (Istituto di Stato per il Design delle Materie Ceramiche) e iniziare a fare sul serio.

La bravura, però, va sempre accompagnata con un po’ di fortuna, e la fortuna di Agnes è stata trovare un posto che desse realmente risalto alla sua opera: dal 2013 la nostra Duerrschnabel ha aperto il suo atelier in via Borsieri, nell’edificio dell’antico monastero di Santa Margherita, un luogo incantevole che, in epoca napoleonica, aveva subìto lo stesso destino di molte altre sedi religiose: era stato riconvertito, e da allora ricopre una funzione civile.

“A prima vista,” racconta Agnes sul suo sito, “entrando nel cortile del condominio di Via Borsieri 16 di Como, ormai poco fa pensare ad un convento. Troppi sono stati gli stravolgimenti che questo antichissimo luogo, le cui origini risalgono al VI secolo d.C. (ciò è alla sua fondazione per opera delle Sante Liberata e Faustina) ha dovuto subire nel corso dei secoli—soprattutto negli ultimi due. All’occhio più attento invece non sfuggono il perimetro quadrato del cortile e le antiche colonne, con i loro capitelli, seminascoste nel muro, una volta libere a sostegno delle volte a croce del portico del chiostro. Lo spazio nel quale oggi si trova il mio atelier ne ha viste di tutti i colori: in origine parte della sala capitolare del monastero, nel tempo ha ospitato tante attività diverse, (un’insegna sbiadita è ancora visibile nella lunetta sopra l’ingresso). Il muro dietro la vetrina regge ancora a sinstra i cardini in ferro di una vecchia porta attraverso la quale immagino che si lasciasse il chiostro per raggiungere la chiesa del convento, oggi distrutta. Il soffitto del locale centrale è altissimo; tempo fa le volte medievali sono state rimosse e sostituite con delle travi in legno.”

Nonostante il tempo e i secoli abbiano trasformato il chiostro, questa stratificazione stilistica e questa ricchezza di storia sono per Agnes una fonte di ispirazione costante. Basta entrare nel suo atelier per capire la potenza delle sue opere, che non devono essere soltanto belle, ma anche e soprattutto funzionali: “Diciamo che mi piace che gli oggetti siano artistici, ma anche utilizzabili,” ha raccontato Agnes a JSC15 NodoLibri. “In qualche modo è una sorta di sfida: spesso l’oggetto d’arte è contrapposto all’utilità. Più è artistico e più è strano e viceversa. Infatti in Germania, Francia e Inghilterra è presente il concetto dell’artigianato artistico, ovvero un connubio tra artigianato e utilità, lato estetico e funzionale. Nessuno dei due toglie qualcosa all’altro. La mia arte non toglie nulla alle mie capacità di essere un buon artigiano: il fatto che io creo degli oggetti che si possano utilizzare comunemente non dovrebbe necessariamente togliermi la capacità di espressione artistica. Purtroppo questa visione in Italia è un po’ sminuita. La mia intenzione rimane quella di creare degli oggetti funzionali, anche utilizzando materiali presi dalla natura. Ho sempre avuto la passione di raccogliere legni, sassi, ferri vecchi… che mi sembrano quasi regali o tesori ritrovati, per poi farmi poi ispirare da loro, utilizzandoli ad esempio come manici per brocche o teiere. Questo è un aspetto che mi piace particolarmente: prendere cose che normalmente hanno perso la loro utilità originale, poiché danneggiati o in disuso, e dar loro una nuova vita combinandole con oggetti in gres o in porcellana.”

Una volta entrati nel meraviglioso mondo di Agnes, potremmo stare ore ad ascoltarla raccontare con passione delle opere esposte alla mostra Métiers D’Artes, a cui ha recentemente partecipato, o dei suoi pezzi preferiti, tra cui uno sicuramente è quello creato per la sua tesi presso l’Istituto di Stato per il Design delle Materie Ceramiche. Una volta lì, però, sarebbe un peccato non far andare le mani come Demi Moore nel film Ghost, per questo l’atelier ospita, durante l’anno, una serie di corsi e workshop che vi permetteranno di portarvi a casa qualche oggetto tanto artistico quanto utile, in linea con la filosofia della nostra Agnes.

*5 posti di Como suggeriti da Agnes Duerrschnabel:

LOCANDA FILOMENA: A Palanzo c’è questa locanda vera in cui la birra è buona, c’è musica dal vivo e tanta simpatia. Descriverla non basta, bisogna andarci di persona!

ITTITURISMO DA ABATE: Un locale molto accogliente a Lezzano. Muri in sasso, musica di Van De Sfroos. Forse non ci sarà la vista lago, ma la qualità della cucina ve lo farà dimenticare. I proprietari sono pescatori, quindi il pesce è sempre freschissimo ed ha un ottimo rapporto qualità/prezzo.

LAROBATORIO: falegnameria artistica contemporanea di Aldo Sanpietro. Andateci assolutamente, ma è meglio che chiamiate prima.

ATELIER DI WALTER CASTELNUOVO: Walter è un bravissimo ceramista di casa a Palanzo. Non vorrei sbagliarmi, ma quando sono arrivata qui trent’anni fa era l’unico nella zona. Vive in una casa del ‘600, particolarissima, ed è un amico.

CINEMA GLORIA: Luogo nostalgico, rassicurante, notevole per la programmazione, ma soprattutto per la passione con cui gli organizzatori, da anni, portano avanti il progetto nonostante le costanti difficoltà.