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Ostello Bello Milano Bloodbuster

Bloodbuster

Se nella vita avete sperimentato solo i grandi blockbuster, vi siete persi un universo di B-Movie incredibili (che per fortuna trovate tutti qui)

Bloodbuster nasce nel 1999 da una passione un po’ particolare, ma molto soddisfacente come solo quella per i B-Movie può essere. Manuel e Daniele, che oggi gestiscono lo spazio di, sono da sempre appassionati di questo cinema e hanno passato mezza vita a fare ricerche e scambi con collezionisti da tutti gli angoli del mondo. “Allora quando cercavi qualcosa scrivevi una lettera, mi spiega Daniele, “aspettavi un mesetto che ti rispondessero e incrociavi le dita.” “L’idea era unire tutte le passioni dei folli come noi per trovare un posto in cui scambiarsele, continua Manuel. “La nostra passione nasce chiaramente da un’infanzia difficile, noi siamo della provincia di Lecco e di Cologno Monzese, per questo abbiamo pensato di aprire il negozio a Milano. Ci siamo conosciuti nella redazione della Ediperiodici, casa editrice che oramai non c’è più e si occupava di fumetti (quella dei mitici fumetti zozzi da caserma, come Oltretomba o Corna vissute). Chiacchierando in redazione Daniele si lamentava che nessuno delle sue conoscenze volesse accompagnarlo al Fantafestival, il festival di cinema fantastico e horror di Roma. Siamo partiti in macchina e lì si è consolidata un’amicizia che poi è sfociata in quello che vedi ora.”

La rivista di riferimento del cinema di genere, Nocturno, era nata qualche anno prima. “C’era tanto scambio di materiale postale,” mi dice Daniele, “ma non c’era un negozio fisico in Italia. Così abbiamo aperto Bloodbuster, che inizialmente era un piccolo negozietto davanti al Mono. Poi, prima che arrivasse la crisi nel 2008, ci siamo trasferiti, sempre in via Panfilo Castaldi, nel negozio a tre vetrine al numero 21.”

Ostello Bello Milano Bloodbuster

Foto di Alice Gemignani

“Inizialmente da Bloodbuster trovavi praticamente soltanto videocassette,” continua Manuel, “tantissimo import, ci rivolgevamo a un mercato che ancora non esisteva, quindi oltre a creare un catalogo di novità ci interessava avere anche tutti i film che non erano mai arrivati da noi e di conseguenza erano molto ricercati dai collezionisti. E da subito anche tutti i gadget e gli accessori che ruotano attorno a questo mondo. Da lì abbiamo conosciuto un mucchio di piccoli produttori e di persone che condividevano questa passione con noi.”

“Non c’è un’origine precisa a livello cinematografico del filone B-Movie,” mi racconta Daniele, “ognuno è diverso nei gusti specifici, ma partiamo sicuramente da una base comune. Questo ci dà la possibilità di differenziare anche i nostri àmbiti. Ognuno porta avanti le sue nicchie, per esempio a me piace molto curare la sezione del collezionismo, mentre a Manuel piace l’import, andare a cercare edizioni particolari in giro per il mondo, e questo lato è importantissimo soprattutto adesso che il mercato è essenzialmente formato da collezionisti, non esiste più la gente normale che si noleggia il film. Tant’è che anche come editori abbiamo cominciato a produrre edizioni limitate da 100 pezzi, box contenenti un sacco di cose strane, dedicate proprio agli appassionati. Nel 2005 abbiamo iniziato a fare produzioni nostre, la spinta ci è venuta dal momento che quasi tutti i nostri clienti ci chiedevano consigli sui vari generi, così il nostro primo prodotto è stata una guida in stile Stracult che indagasse il cinema basso, quello che ci piace. Abbiamo iniziato col poliziesco all’italiana perché era il mio genere preferito e l’operazione è andata molto bene, quindi abbiamo proseguito su quella strada con un dizionario sulla fantascienza anni Ottanta italiana, poi i film di spionaggio italiani degli anni Sessanta, con tutte le varie imitazioni di James Bond, e così via.”

“Per me i B-Movies sono sempre stati molto più interessanti dei film canonici proprio per una questione di fantasia: quando hai un budget limitatissimo devi per forza trovare qualche espediente che ti permetta di aggirare il problema, quindi le soluzioni che si trovavano, soprattutto in passato, erano rocambolesche e per questo piene di spunti,” mi racconta Manuel. “Il bello sono i trucchi ingegnosi che i nostri Maestri scovavano, come ad esempio Mario Bava, che per noi è un guru. Lui faceva film visivamente ricchissimi con pochissimo a disposizione. Nei suoi film si vede bene tutto il lavoro di artigianato che c’è dietro a produzioni di questo tipo. Ma non solo, è interessantissimo anche guardare come questi registi interpretavano e rielaboravano i film di successo trasformandoli in film di genere, sempre ovviamente calcando la mano. Questa cosa ti insegna tanto anche di come si facevano i film una volta. L’importante era l’idea, poi se ci fosse o meno il budget per realizzarla non era rilevante, se era buona la si faceva in un modo o nell’altro.”

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Foto di Alice Gemignani

“Poi molti di questi film sono anche inguardabili onestamente,” continua Daniele, “però spesso ti danno un’altra visione del cinema, che quello confezionato con tutti i crismi non ti permette di avere. Ad esempio, mentre il cinema d’autore è focalizzato sulla particolare visione del regista, nel poliziesco degli anni Settanta vedi la realtà esattamente com’era allora, la vita comune, il design, la città. Poi spesso le troupe giravano per strada senza autorizzazione e accadeva che le riprese di una rapina venisse scambiata per un una rapina reale e i poliziotti sparassero alla troupe, come ci ha raccontato Sergio Martino, oper il suo film Milano Trema La Polizia vuole Giustizia. Ecco, il bello del B-Movie sta anche nel suo lato pirata, sempre sull’orlo dell’illegalità. In Liberi Armati e Pericolosi, che è un poliziesco di Romolo Guerrieri, c’è un inseguimento girato in un chiostro a Pavia, che oggi solo a pensarci diventerebbero tutti pazzi, perché si tratta di un luogo storico monumentale. Allora non c’erano regole, era tutto libero, un po’ come le TV private degli anni Settanta che trasmettevano questi film e anche  porno, horror, roba violentissima orgogliosamente VM18,. Noi ci siamo formati proprio con quella televisione, e forse è per questo che abbiamo sviluppato il gusto per questo cinemaccio brutto, sporco, cattivo, ma totalmente coinvolgente.”

“E poi, al di là delle ristrettezze, allora c’erano anche fior fiore di tecnici, quindi anche oggi gli addetti ai lavori guardano ai prodotti di serie B dell’epoca perché il livello della nostra industria era altissimo. C’era gente che lavorava ogni giorno su set diversi, i registi stessi erano veramente artigiani, non si focalizzavano su un unico genere: lo stesso Mario Bava ha all’attivo film diversissimi tra loro, dal giallo alla commedia di Franco e Ciccio passando per il western e il peplum. Poi, pur in prodotti commerciali, riesci comunque a riconoscere la mano dell’autore. Se Bava era più portato per il fantastico e per la ricerca dell’immagine pop, un altro grande come Enzo G. Castellari, di cui abbiamo pubblicato l’autobiografia, era un regista d’azione, quindi nei suoi film esaltava al massimo inseguimenti e scazzottate.”. Continua Daniele. “Quando organizziamo incontri con registi e attori dell’epoca, hanno sempre storie incredibili da raccontare, e poi sono persone che fino a pochi anni fa non avevano mai goduto di un pubblico: Dario Argento è l’unico ad essere sempre stato noto, gli altri erano tutti tecnici, mestieranti, quindi nel momento in cui li interpelli non vedono l’ora di raccontarsi. Sai, un tempo era tutta gavetta, iniziavi magari come trovarobe, poi facevi l’attrezzista, ricoprivi un sacco di ruoli diversi prima di arrivare a fare il primo film da regista, quindi è interessante l’intero percorso di queste persone, anche perché ti insegna che il cinema è un lavoro fisico, collettivo, molto prima che intellettuale e d’autore. È per questo che gli aneddoti più divertenti non te li raccontano né i registi né gli attori, ma i cascatori: gli stuntman. Nello stesso tempo in cui un attore o un regista facevano due film, loro ne facevano venti diversi, quindi anche la varietà di racconti è molto più ricca. Uno si perde tantissimo del cinema se non conosce tutto questo lato.”

Ostello Bello Milano Bloodbuster

Foto di Alice Gemignani

“Ci sono alcuni nuovi autori che si ispirarno all’epoca d’oro”, continua Manuel “come i Manetti Bros, con cui abbiamo collaborato in più occasioni. Loro sono molto più autori di tanti che vanno ai festival e vincono premi, proprio perché hanno una formazione simile alla nostra. Oggi invece, soprattutto tra i nuovi registi, c’è forse poca voglia di esplorare il lato artigianale e si punta subito a quello intellettuale, perdendosi la parte più divertente del lavoro. Il cinema di serie B, quello commerciale, ti insegna a trovare sempre soluzioni pensate per il pubblico perché nasce come puro intrattenimento, non come arte, quindi non dimentica mai di raccontarti una storia.”

“Da noi vengono continuamente anche studenti a chiedere informazioni d’archivio per fare ricerca per le loro tesi di laurea, ma noi ne approfittiamo per fare scouting di talenti,” mi spiega Daniele. “Questo libro su Piero Umiliani, ad esempio, nasceva come tesi di laurea, ma la ricerca era talmente approfondita e completa che abbiamo deciso di pubblicarla, mettendoci a corredo un vinile—sempre per dare soddisfazione ai collezionisti. Se vieni da noi con un po’ di titoli di riferimento, tendenzialmente sappiamo darti le informazioni necessarie per ampliare il tuo campo di ricerca. Anche perché i libri di riferimento per queste cose sono sempre pubblicati da piccole case editrici e noi le conosciamo quasi tutte.”

“Soprattutto qui si viene a fare bar, a incontrarsi,” continua Manuel. “Si creano gruppetti di appassionati che si possono confrontare con noi e fra di loro. Come un tempo nei negozi di dischi ci si trovava per chiacchierare delle proprie passioni… Noi ci ricordiamo il Transex, il negozio dei metallari in cui ci si scambiavano le toppe. Ecco, con Bloodbuster vorremmo mantenere quella filosofia.”

 

*5 posti di Milano consigliati da Bloodbuster:

Il Cinemino: il posto che mancava a Milano. Un piccolo cinema che segue la filosofia di Bloodbsuter: mostrare quello che non c’è altrove.

Il Museo Interattivo del Cinema: Lo dice la parola stessa. Non potremmo non amarlo. Anche qui un’ottima programmazione, sotto la guida della Fondazione Cineteca Italiana.

Ligera: condivide con noi la passione per questo tipo di cinema e spesso fa delle belle rassegne nella parte sotterranea. E ovviamente ha un ottima birra.

Nidaba Theatre: ottima musica, non ha bisogno di presentazioni.

La Cappelletta: siamo entrambi di Lambrate e ci facciamo sempre volentieri una mangiata qui.

BLOODBUSTER
Via Panfilo Castaldi 21, Milano
☎︎ 02 2940 4304

Aperto
Mar-Ven 14-19
Sab 10–13, 15–19

Metro M3 Repubblica
Tram 191033 P.za Repubblica
Bus 43 P.za Repubblica