Se segui i nostri consigli, avrai già molta voglia di visitare Brunate. Per arrivarci, puoi scegliere di prendere la strada facile—la funicolare—oppure optare per il percorso da veri duri. Se fai parte di questa categoria e ti sei messo in marcia, a circa metà del percorso, all’altezza di Garzola Superiore, incontrerai uno sperone roccioso: ecco, lì c’è L’Eremo di San Donato, il protagonista della nostra storia. Si tratta di un ex convento francescano trasformato in abitazione nel 1772. Essendo un eremo, per sua stessa natura è un po’ complesso da raggiungere, quindi ti conviene seguirci attentamente.
Partiamo col dirti che quella che passa da San Donato e prosegue verso Brunate è una bellissima passeggiata. Dal centro città, diciamo da Ostello Bello, ti ci vorranno dai 45 ai 60 minuti. Prendi via Tommaso Grossi, supera via Crespi, arriverai ad un fatidico incrocio. A destra prosegue la strada asfaltata in direzione Brunate, a sinistra viene il bello: parte la “salita di san Donato,” l’antica mulattiera che portava nello stesso posto in cui oggi si può arrivare in macchina. Sì, ma che gusto ci sarebbe?
Poco prima di iniziare la vera e propria salita possiamo concederci un momento zen sul piccolo ponte che attraversa il torrente Valduce. La pacchia, però, finisce subito: ci aspettano un bel po’ di gradini. Dopo un paio di curve ti troverai dietro agli ultimi condomini di via Crispi, da qui ti conviene tenere la sinistra se non vuoi andare a finire sulla carrozzabile. Sul successivo tornante si incrocia il sentiero che sale da Via Maurizio Monti: via Bertacchi. Ci sei quasi. Ancora un po’ di sforzo e sarai arrivato all’Eremo. Per confortare chi non si sente ancora uno scalatore provetto, è giusto ricordare che puoi scegliere di arrivare all’eremo da Garzola Superiore anche tramite piccoli mezzi fuoristrada, anche se noi pensiamo che faticare un pochino non sia mai un male.
Ed eccoci all’eremo: la prima cosa che ti colpirà, molto probabilmente, è la chiesa, il solo edificio ad aver mantenuto la funzione originaria. Si tratta di una chiesa a unica navata con cappella laterale e abside coperta da volta ad ombrello. L’eremo vero e proprio sorse sui ruderi di una fortificazione presumibilmente d’epoca bizantina. Questa ipotesi è suffragata anche dalla tradizione, d’origine orientale, della pesatura dei bambini, che detta così suona come una barbarie, in realtà si tratta semplicemente della pratica per cui, anticamente, ogni coppia di contadini che si sposava prometteva al santo locale un’offerta in grano equivalente al peso del primo maschietto che avessero avuto. Questo rituale non si praticava solamente al nostro Eremo, ma anche in altri luoghi d’Italia, in particolare in Sicilia. La pesata era un momento di festa dell’intera comunità, il bambino veniva adagiato su un piatto, mentre sull’altro si metteva il sacco col frumento, e così tutti quanti, bambini, contadini e divinità, potevano ritenersi soddisfatti.
Un’ultima curiosità: San Donato, nato a Brunate nel 1825, era considerato un ottimo tiratore (arte imparata andando a caccia con il padre), tanto che venne perfino premiato da Garibaldi in persona dopo aver vinto la prima gara nazionale che si tenne al tiro a segno di Como il 28 maggio del 1862.