Il sushi è un noto prodotto tipico milanese, allo stesso modo in cui pastrami, pizza e noodles sono considerati tipica New York Cuisine. Dagli anni Settanta in poi, la cucina giapponese è a tutti gli effettti cucina milanese e, diversamente da quanto succede altrove in Italia, è riuscita nel tempo a sviluppare anche un taglio sperimentale e ricercato. C’è un mondo di sapori e aromi a noi del tutto sconosciuto, che però ha ormai una cittadinanza valida come quella del risotto con ossobuco. In particolare, questi sono i cinque ristoranti giapponesi più particolari e interessanti che la nostra città multiculturale ha da offrire.

GASTRONOMIA YAMAMOTO

Probabilmente questo è l’unico ristorante giapponese di Milano in cui non c’è traccia di sushi. Quindi se non hai mai mangiato nulla di giapponese a parte la sacra triade sushi/tempura/nigiri onestamente sarebbe proprio il caso di provare almeno il menchi-katsu che a quanto pare è il piatto-star di tutti i nonni nipponici per i loro nipotini ed è fatto di polpettine di manzo e vitello impanate nel panko che è uno strano pangrattato giapponese.

SAKETECA GO

Il Sake non ha nulla da invidiare al vino, per cui si merita di essere valorizzato, degustato e accompagnato dalle giuste pietanze. A Milano non c’era un posto dedicato alla scoperta di questo meraviglioso universo alcolico, ma poi è arrivata la Saketeca Go, il tempio del Sake. Da loro si trova “un’ampia scelta di Sake, dal sapore delicato a quello più forte, capaci di soddisfare anche i palati più esigenti: dal Nihon Shu (letteralmente “vino di riso”), al Shochu, distillato di patate, riso, canna da zuccero e orzo, all’Umeshu, distillato a base di ume, frutti giapponesi che ricordano una via di mezzo tra le prugne e le albicocche.” Tutto questo in un ristorantino adorabile in cui forse lo spazio è poco, ma il potenziale di soddisfazione è molto.

MACHA CAFE

Non necessariamente però la cucina deve essere casalinga per essere interessante, ci sono degli aromi dalle potenzialità così esplosive che valgono una ricerca dedicata tutta a loro. È il caso del tè matcha giapponese, che è al centro di tutta l’offerta di prodotti del primo japanese cafè a milano, il Macha CafèL’idea è quella di una cucina sana e bilanciata, ci muoviamo nel campo dell’healthy food, che tanto piace al vero residente nella cerchia dei bastioni. Infatti Macha Cafè è il paradiso dei sushi bowl, le ciotole destrutturate più amate di Instagram (provare per credere).

WICKY’S WICUISINE

Wicky Priyan potrebbe essere un personaggio uscito da Kill Bill, uno di quegli chef-samurai con una passione per le katane che nel retrobottega ha una palestra di allenamento per giovani ninja. Può darsi, ma a noi per apprezzarlo basta la sua arte culinaria. Originario dello Sri Lanka, Wicky ha imparato l’arte Kaiseki (l’alta cucina giapponese) dal maestro Ryo-tei Kaneki — di cui è stato l’unico allievo non nipponico — e l’ha portata fino a Milano. Durante il viaggio, ha portato con sé la sua collezione di lame e un’abilità di mescolare tradizione a innovazione, in un mix di culture che raramente è così ben assemblato in un piatto. In tutto questo, chef Priyan è andato ad un soffio dall’aggiudicarsi la Stella Michelin, e non è detto che non la riceva a stretto giro, quindi consigliamo di far visita al suo ristorante prima che i prezzi diventino fuori controllo.

KANPAI

L’aperitivo milanese e il cibo giapponese sono due mondi apparentemente lontani che si dovrebbero avvicinare più spesso. È quello che succede da Kampai, locale nato da pochissimo in Porta Venezia a Milano, che associa cocktail a base di Sake e altri sapori orientali a una cucina giapponese semplice ma innovativa. Se dovessimo scommettere sulla forma che prenderanno i ristoranti giapponesi in futuro, per noi sarebbe qualcosa di molto simile a questo posto.

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