La storia di Milano su due ruote se ne va in volata verso un futuro in cui non esisteranno più le automobili.
Il primo brevetto di un oggetto simile alla bicicletta risale esattamente a due secoli fa: nel 1818 il Barone Karl Drais inventa, insieme ad Otto Schillinger, il primo velocipede, altrimenti detto “Dandy Horse”—una sorta di cavallo meccanico che, anziché su quattro zoccoli, si muoveva su due ruote. La parte meno divertente di questo frizzante mezzo di trasporto doveva essere la deambulazione: non essendoci pedali, il cavaliere era costretto a spingere il cavallo di ferro con i suoi stessi passi. Era chiaro che andavano fatte due tre modifiche a quel pur elegantissimo mezzo per renderlo un po’ più funzionale.
Foto di Alice Gemignani
Passano gli anni e finalmente, dopo vari esperimenti tutti scomodi, la bicicletta torna a calcare le strade del mondo—in particolare quelle di Parigi. Sicuramente la forma attuale delle biciclette nasce intorno al 1860, anche se la paternità del brevetto non è chiarissima. Ma alla fine chi se ne importa, sono passati quasi due secoli. A noi importa che, da quel momento in poi, la forma della bicicletta si è evoluta, sono nati nuovi materiali e nuovi ingranaggi, ma la sostanza non è cambiata. Non saranno nate esattamente due secoli fa, ma le biciclette Rossignoli sono la storia di Milano a pedali.
Milano è una città pianeggiante che sorge in pianura, per questo, con qualche secolo di ritardo, i milanesi si stanno rendendo conto che muoversi in bicicletta dovrebbe essere la soluzione più intelligente per chi vive in città. La famiglia Rossignoli prova a spiegarlo ai suoi concittadini più o meno dal 1900, con momenti di particolare sconforto come gli anni dai Sessanta agli Ottanta, periodo in cui la bici non andava molto di moda. E invece, anche grazie a una crescita esponenziale di piste ciclabili e servizi di bike sharing negli ultimi dieci anni si inizia a concepire una città su misura di ciclista, per la gioia dei Rossignoli, che non hanno mai smesso di lavorare per una rivoluzione su due ruote.
Foto di Alice Gemignani
Oltre alle attività di noleggio, riparazione e vendita di biciclette, Rossignoli ha preso in gestione e ristrutturato completamente il negozio di Filippo Zanazzi, un altro nome storico del ciclismo, prendendosi la responsabilità di portare avanti anche questa tradizione. Evidentemente la famiglia Rossignoli sa bene che non si può pedalare verso il futuro se non si piantano bene i piedi nel passato, e forse è per questo che è nata la mostra “Biciclette Ritrovate” che da circa una decina di anni anima il cortile di Rossignoli durante il Fuorisalone. Insomma, qui non si sta mai fermi, ma si continua a pedalare verso—noi speriamo—l’assoluta dominazione della bici sulla macchina.
ROSSIGNOLI BICICLETTE
Corso Garibaldi 71, Milano
☎︎ 02 804960
Aperto
Lun 14.30-19.30
Mar-Sab 10:15–13, 14:30–19:30
Metro M2 Lanza
Tram 1, 2, 4, 12, 14 Arena
Bus 43, 94 Largo Treves
Bus 61 Lanza