Ti piace esplorare il lato oscuro? Non vedi l’ora che arrivi “el dia de los muertos”? Bene, ogni giorno può essere il giorno dei morti alla chiesa di San Bernardino alle Ossa.

Foto di Alice Gemignani

Chi lo dice che i messicani sono i migliori al mondo a raffigurare la morte, con le loro maschere e le loro feste colorate? Anche in Italia ci difendiamo, e lo dimostra questa cripta risalente al 1210. L’ossario si chiamava San Bernardino ai Morti, che forse non era un nome particolarmente invitante, quindi la questione è stata ridotta all’osso. Il posto a quanto pare nasce come “seconda classe” del cimitero per lebbrosi che stava lì a fianco, anche se altre teorie sostengono che le ossa appartengano ai cristiani uccisi dagli eretici più di un migliaio di anni fa. In ogni caso queste sono ossa di un periodo felicissimo in cui probabilmente i morti erano più dei vivi, quindi bisognava pensare a trovare una casa anche per loro.

Foto di Alice Gemignani

L’ossario in sé è sostanzialmente una stanza le cui pareti sono completamente ricoperte di ossa e scheletri, quindi se ti guardi intorno forse un po’ di ansia ti sale, ma se alzi gli occhi c’è un dipinto con un assurdo effetto 3D che si chiama “Trionfo di anime in un volo di angeli”, un affresco posizionato strategicamente per dare a chi visita la cappella l’impressione che, pure quando sei circondato dalla sfiga, se guardi in alto c’è sempre speranza. Alla fine non è mai un male immergersi per qualche minuto in un posto così cupo, se sei furbo ne esci che vuoi un po’ più bene alle persone che hai intorno.



S. Bernardino Alle Ossa
Verziere, 2
☎︎ 02 7602 3735

Open
Mon-Fri: 7:30-12, 13-16
Sat, Sun: 7:30-12

M1, M3 Duomo
Tram 12, 19, 24, 27 Via Larga
Bus 54, 60 Via Larga

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