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Ostello Bello Milano San Satiro

San Satiro

Quando non c’è spazio bisogna affinare l’ingegno: in questa Basilica il pezzo mancante è stato sostituito con una delle prime illusioni ottiche della storia.

Se vivi in un appartamento minuscolo i designer di interni consigliano un uso abbondante di specchi per dare l’impressione che le stanze siano molto più ampie di quanto siano in realtà. Questo è un trucco relativamente moderno che probabilmente nel Quindicesimo Secolo ancora non si usava molto, sicché nel momento in cui venne edificata la chiesa di San Satiro—che rispetto alle altre famose chiese del centro di Milano è un misero monolocale—bisognava ingegnarsi per elaborare qualche stratagemma che la facesse apparire maestosa, anche se a modo suo. Fortunatamente in Italia siamo particolarmente abili a trovare sempre il modo di sfangarcela e, nel corso dei secoli precedenti, eravamo diventati maestri della tecnica chiamata trompe-l’œil, l’illusione ottica, per dirla con parole povere.

Ostello Bello Milano San Satiro

Foto di Alice Gemignani

Nel Trecento, per dirne una, un Giotto sfrenatissimo si era divertito a prendersi gioco dei visitatori della Cappella degli Scrovegni di Padova; dopo di lui altri pittori più o meno famosi avevano iniziato a inserire trick del genere nelle loro decorazioni, ma fino al Quindicesimo Secolo nessuno si era spinto a decorare un’intera stanza in quel modo. Poi Ludovico III Gonzaga, che voleva dare una botta di vita alla sua residenza mantovana, decide di chiamare il Mantegna e di dargli carta bianca (o meglio, parete bianca). Andreone non si tira indietro e inizia a dipingere prospettive matte per cui il soffitto si apre direttamente sul paradiso e altri dettagli simpatici che aprivano, in tempi non sospetti, portali magici su mondi paralleli. Questo avveniva tra gli anni Sessanta e Settanta del 1400. Verso la fine del secolo Donato Bramante viene chiamato a Milano per un lavoro che gli amici lo avevano già avvertito puzzare un po’ di fregatura. Infatti arriva e i suoi committenti gli spiegano la situazione: “Guarda Donato, noi volevamo fare una chiesa con una normale pianta a croce, però avevamo un budget limitato quindi abbiamo dovuto sacrificare una parte di chiesa, quindi sì, ecco, le manca un pezzo.” “In che senso le manca un pezzo?” Risponde Bramante preoccupato. “Sì, manca il braccio superiore, il coro, sai quello dietro l’altare?” “Caspita, manca tipo la parte più importante… Ma cosa dovrei farci io?” “Boh Donà, inventati qualcosa.”

Ostello Bello Milano San Satiro

Foto di Alice Gemignani

Le cose sono andate più o meno così, e il povero Bramante, dopo un iniziale momento di spaesamento e (speriamo) una rinegoziazione del suo compenso, ha un’illuminazione. “Ok, ci sono, farò in modo di dipingere un affresco in prospettiva, così se uno è distratto non si accorge che questa chiesa ha un pezzo in meno.” E questa è la storia del finto coro del Bramante, uno sbattimento incredibile che però gli ha fatto guadagnare la fama internazionale di uno dei primi Maestri del 3D.

BASILICA DI SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO
Via Torino 17/19, Milano
☎︎ 02 874683

Metro M1 M3 Duomo

Tram 231214, 15, 16, 19 Duomo
Bus 5473 Duomo