Non molti sanno che in questa Basilica sono conservati i resti dei Re Magi e ancora meno persone conoscono la strana storia che li ha portati fino a qui.
Si è recentemente scoperto che la storia dei Re Magi era una mezza fake news. La versione più gettonata è che Gaspare, Melchiorre e Baldassarre fossero tre sovrani molto abbienti i quali, saputo della nascita di Gesù, si incamminano verso Betlemme tutti festosi e carichi di doni, finché sulla loro strada incontrano l’affabile Erode con cui fanno una figura da allocchi raccontandogli la storia del bambino divino e causando inavvertitamente quella furia cieca che lo portò a far uccidere tutti i neonati del circondario. Insomma, succede che Erode assolda i Magi come spie, chiede loro di geolocalizzare Gesù e tornare da lui, ma come nei migliori film d’azione grazie all’intervento di un angelo alla fine Gesù si salva, almeno per altri 33 anni.
Foto di Alice Gemignani
In realtà a quanto pare non è sicuro che i Magi si chiamassero con quei nomi, né che fossero re di Persia, India e Arabia, e nemmeno che abbiano realmente seguito una cometa. Comunque sia andata la storia, a Milano ne abbiamo sicuramente un pezzo. Nella Basilica di Sant’Eustorgio, infatti, grazie allo stesso Eustorgio, sono custodite alcune reliquie dei Magi, o meglio, il pesante sarcofago che le trasportò fino a lì. Pare che il carro su cui viaggiavano le reliquie fosse troppo pesante, tanto che i buoi si fermarono in Porta Ticinese, non riuscendo ad arrivare a destinazione. Eustorgio, che allora era il vescovo di Milano quindi se la comandava abbastanza, decise che non era un problema e che se le reliquie non andavano alla Basilica sarebbe stata la Basilica ad andare alle reliquie, e nel punto in cui i buoi si erano piantati fece costruire quella che oggi conosciamo come la chiesa che porta il suo nome.
Foto di Alice Gemignani
A un certo punto le reliquie furono pure trafugate per ordine di Federico Barbarossa, che se le portò a Colonia. Magrissima consolazione, nel 1906 il Cardinal Ferrari riuscì a farsene restituire una piccola parte, che adesso è conservata in un’urna. La presenza dei Magi, o di quel che ne rimane, si può notare anche dal fatto che sulla punta del campanile di Sant’Eustorgio, al posto della croce, c’è una stella a otto punte, simbolo della cometa che guidò i Magi a Betlemme.
Foto di Alice Gemignani
Detto questo, se ti aspettavi di trovare tutti quanti i Re Magi dentro Sant’Eustorgio e ci sei rimasto male, consolati andando a vedere la Cappella Portinari, capolavoro di Vincenzo Foppa, al cui centro si trova la bellissima Arca di San Pietro Martire, di cui si dice che prima di morire intinse un dito nel suo sangue e scrisse la parola “Credo”.
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