Aprire un negozietto con una selezione di abiti e oggetti vintage nella città della moda è un po’ come partecipare a una sfilata di yacht con un piccolo veliero. Non è una scelta facile, ma il gusto e lo stile, usati nel modo giusto, alla fine ripagano sempre.

TUG Store è un piccolo negozio di abiti e accessori second-hand selezionati con una cura talmente minuziosa che entrandoci si ha l’impressione di mettere piede in una piccola bottega di magia, il laboratorio di Miriam e Francesca.

Foto di Alice Gemignani

Miriam ha sempre mal sopportato la vita da lavoratore dipendente, così dopo aver lavorato per qualche tempo nella moda ha sviluppato un’idea tutta sua di questo mondo, un approccio più strettamente culturale, allontanandosi da quello consumistico. Da qualche anno ha iniziato a fare ricerca nell’ambito sartoriale e second-hand, fino ad arrivare all’idea di avere un prodotto unico, con riferimenti estetici ben precisi, in controtendenza rispetto alle grosse catene e alle grandi case di moda che in un certo senso portavano a un’omologazione del prodotto.

“La prima scelta che ognuno di noi fa è decidere cosa indossare. Il modo in cui ci vestiamo è un veicolo di trasmissione del nostro pensiero e della nostra personalità, del nostro background, del nostro stato d’animo. Questo è quello che ci spinge alla ricerca del pezzo unico, originale, che ci permetta una libertà di espressione individuale.”

L’arrivo di Francesca, architetto, ha permesso di sintetizzare la “logorrea culturale” di Miriam e di dare una linea ben precisa ai prodotti che le due ragazze selezionano per TUG.

Foto di Alice Gemignani

Francesca, dal canto suo, ha un passato da buyer di mobili e abbigliamento vintage a Parigi. È tornata a Milano per amore e ha conosciuto Miriam. Da allora le due non si sono più lasciate e hanno iniziato a far convogliare le loro conoscenze e la loro visione estetica e culturale della moda dentro TUG. La prima cosa su cui le due si sono trovate d’accordo è la passione per la sartorialità dei capi. “Noi siamo abituati a pezzi d’abbigliamento creati da un’industria,” racconta Francesca. “Ma basta guardare le cuciture delle maglie che compriamo nei grossi store e confrontarle con i dettagli di prodotti sartoriali creati su misura per capire la differenza. Da TUG cerchiamo proprio quei dettagli: i bottoni, le cuciture, i tessuti che trasformano un capo qualunque in un pezzo di valore unico. I capi sartoriali sono studiati, sono matematici, architettonici, sono quasi arte. A volte ci teniamo in archivio pezzi unici talmente strani che non venderemo mai, ma per noi sono tesori inestimabili. Quando i nostri genitori erano piccoli, era normale farsi fare le cose da un sarto. Noi vogliamo tornare a quella dimensione di personalizzazione dei capi d’abbigliamento e degli accessori.”

“Sono appassionata di gergo nautico,” ci dice Miriam. “Il Tugboat è il rimorchiatore, ovvero una barchetta piccola, molto carina e molto potente, in grado di trascinare le grosse navi industriali. In un momento in cui c’è un’esagerazione, una frenesia a livello estetico e di mercato, avevamo bisogno di trovare il nostro piccolo porto sicuro.”

Foto di Alice Gemignani

Oltre a prendere una posizione ben precisa nei confronti dell’industria fashion, Miriam e Francesca si oppongono a una certa idea di vintage: “A volte capita che chi vende vintage diventi esso stesso un po’ vintage dentro. Noi non siamo per il revivalismo, nella nostra concezione non esiste un’epoca d’oro della moda, piuttosto guardiamo alla personalità del capo in sé. Per questo scegliamo di non comprare stock, ma solo singoli pezzi. Qualche anno fa la realtà dei negozi vintage a Milano era disordinata, entravi in posti pieni di enormi ceste in cui sei obbligato a scavare per ore prima di trovare qualcosa di decente. Noi selezioniamo e presentiamo pochi pezzi scelti proprio per evitare che il cliente si stanchi nel dover cercare il capo giusto per lui. Oltretutto cerchiamo di selezionare capi sempre particolari, che escano dalla comfort zone dell’acquirente, ci piace pensare che uno entri qui e sia portato a sperimentare su se stesso, provare cose che non si sarebbe mai immaginato di indossare, vogliamo dare la possibilità a chi entra da TUG di aprire i propri orizzonti e uscirne con un’immagine di sé un po’ diversa dal solito.”

“Per la nostra ricerca maciniamo kilometri su kilometri, andiamo a Londra, Berlino, Parigi. I viaggi che facciamo ci aiutano a rompere i cliché secondo cui a una certa categoria di persone è associato un certo tipo di abbigliamento. Per noi queste etichette non dovrebbero esistere e questo è il modo in cui lo affermiamo. Anche per questo la politica dei nostri prezzi è sempre molto democratica. Non ci interessa avere i capi di marca, anzi, puntiamo sul sartoriale, perché alla fine le ispirazioni più grandi arrivano da lì, dalla mano.”

Foto di Alice Gemignani

“Il nostro intento, fin da subito, è stato mettere a proprio agio i clienti, farli sentire a casa. Abbiamo scelto di mettere un divano al centro del negozio proprio per invitare i nostri clienti a rilassarsi, a prendersela comoda, a chiacchierare con noi. Vogliamo che questo sia un momento di confronto, di scambio, di gioco. La soddisfazione più grande, per noi, è trasmettere a chi passa da TUG l’idea che l’abito non fa il monaco, al contrario, l’abito può essere un’affermazione di individualità, di libertà di scelta.”

“Anche il quartiere in cui abbiamo scelto di aprire il negozio non è uno di quelli in cui di solito si va per fare shopping, ci siamo defilate da un certo circuito per stabilirci in un angolo di Milano che si comporta ancora come quaranta, cinquant’anni fa. Certo, oggi è una zona frequentata da modelle e modelli per via degli showroom, ma ha ancora un cuore popolare fatto di studenti e case di ringhiera, c’è una trasversalità che adoriamo, oltre che ritmi di vita più rilassati, da vecchia Milano.”

*5 posti di milano consigliati da Miriam e Francesca:

HOHM STREET YOGA: Chi pratica lo Yoga e viaggia molto è sempre alla ricerca di posti in cui sentirsi a proprio agio in un bell’ambiente, e i ragazzi di questo centro Yoga sono giovani e simpaticissimi.
AR.CH.IT DI LUCA CIPELLETTI: Uno studio di architettura pienamente funzionante che è anche una sorta di museo. Un posto importantissimo per Milano, capitale del design e dell’architettura, oltre che della moda.
LA DODO DESIGN: Dorothe è una ragazza belga che ha aperto la sua piccola galleria proprio nella via di TUG Store. Oltre alla sua ricerca, molto particolare per Milano perché ha un gusto decisamente nord-europeo, rispettiamo il suo coraggio nell’aprire un’attività del genere qui.
DIMORE GALLERY: una delle più belle gallerie di modernariato d’Europa, un posto di una poesia inarrivabile.
TRATTORIA LA MADONNINA: qui è un po’ come se i racconti dei nostri nonni prendessero una forma e soprattutto un sapore.



TUG Store
Via Via Ludovico Muratori 6
☎︎ 02 3655 0244

Monday 15:30–19:30
Tue-Sat
11:00–14:00, 15:30–19:30
Closed on sundays

M3 Porta Romana
Bus 62, 65 Porta Romana
Tram 9 Porta Romana

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